Macomer – Ovodda 2 a 1

Scusate il ritardo – ricominci(am)o da tre

We few, we happy few, we band of brothers.. Quante volte abbiamo sentito queste parole a scuola, nelle ore d’inglese. Quante volte abbiamo pensato: “ma sti cazzi”. Giustamente.

Mica potevamo saperlo che un giorno avremmo capito. Mica ci fotteva sega di chi era Shakespeare. Mica potevamo immaginare che un giorno, in uno stadio qualunque di una città qualunque, un giocatore mica tanto qualunque avrebbe fatto un gol nient’affatto qualunque, il suo centesimo (una cifra proprio precisa, non qualunque) e l’avrebbe fatto non già per le platee sul divano schierate per il clàsico, ma proprio davanti a noi, pochi infreddoliti indomiti incomprensibili spettatori dello Scalarba, we few, we happy few, we band of brothers (and sisters).

Lo stavamo aspettando da mesi, questo 100. Lo aspettavamo forse quasi più che la prima vittoria, anche quella arrivata insieme al 100.

Scusate il ritardo, ha detto il bomber sotto la pioggia. Scusate il ritardo, ha detto il Macomer battendo l’Ovodda e piazzandosi a ridosso del peloton del girone D. Scusate il ritardo, aveva detto Massimo Troisi presentando con questo titolo il suo film arrivato due anni dopo quello precedente, Ricomincio da tre.

Anche noi abbiamo ricominciato da tre. Tre le cifre dei gol di Paolo Uras in giallorosso. Tre come i gol che avevamo fatto prima di domenica. Tre come i punti che i gol di Uras e Penduzzu ci hanno portato. Tre come le partite che ho aspettato prima di scrivere le cronache: facciamo finta che ero in sciopero aspettando una vittoria.

Scusate il ritardo, appunto.

MACOMER: Pinna, Moro, Milano, Morittu, Carta, Depau, Casula (27’st Biancu), Manca (41’st Deriu), Penduzzu (46’st Chelo), Mureddu, Uras. A disposizione: Lento, Ghiani, Palmas, Barria. Allenatore: Lello Atzori.

OVODDA: Conti, Ladu, Soru A. (27’st Loddo A.), Frongia, Malgari, Sedda, Curreli, Marras, Soru C., Loddo V. (7’st Vacca), Littarru (17’st Demelas). A disposizione: Sedda, Murru, Frongia S., Langiu. Allenatore: Luca Pira.

Reti: 10’pt Littarru (O), 18’pt Uras, 43’pt Penduzzu.

Recupero: 2’pt, 5’st.

Arbitro: Acciaro di Alghero.

Il Macomer riscopre il piacere di vincere difficile, trovando la vittoria di fronte alla Polisportiva Ovodda che arriva allo Scalarba forte dell’ex Marras e di 13 punti in classifica, ben 10 in più dei giallorossi in una classifica che, al contrario della stagione passata, sorride più ai granata.

Atzori conferma il solito 4-3-3 con Mureddu in versione Özil e Depau ancora pienamente titolare dopo le ottime prestazioni con l’Ichnos e soprattutto col Bosa. I barbaricini, per l’occasione in maglia blu, rispondono con un’imprendibile Littarru che si impossessa astutamente di tutto il fronte d’attacco e alla prima occasione colpisce magistralmente: palla che rotola verso il limite dell’area fino a trovare il piede del numero 11 ospite, che con una flemma degna di Sherlock Holmes la ferma, si gira e nello stupore e immobilismo generale la piazza nel sette dove Pinna non può proprio arrivare nonostante ce la metta tutta. È il decimo minuto e il gelo, insieme alla pioggia, scende sulle tribune dello Scalarba, che pure dovrebbero essere ‘sperte e avvezze all’imprevedibilità che solo il calcio, questo calcio, può dare.

Perché dopo che Manca al 12′ prova a sorprendere Conti con un tiro preciso ma troppo debole per infilarsi sul primo palo, e che Carlo Soru, come obbedendo a un destino ormai scritto, manca davanti alla porta vuota il punto del 2 a 0 dopo la nuova edizione della solitudine dell’ala destra di Littarru, Milano incaponito sulla fascia sinistra fa partire, al 18° minuto, un traversone che volteggia verso il centro dell’area incurante della pioggia e delle aspettative di noi tutti, pensando forse di riuscire ancora una volta a rifugiarsi nei materassi del salto in alto o tra le braccia del portiere avversario. E invece accade l’incommensurabile.

Accade che Paolo Uras si alza da terra, spalle alla porta, e con sprezzo del pericolo solleva le gambe, prima quella destra, poi quella sinistra che colpisce, precisa, il pallone ribelle che spera, ancora per poco, di scivolare verso la pista di atletica e che invece si adagia, finalmente obbediente, nell’unico punto in cui il portiere granata non può arrivare.

Ci vuole qualche secondo, a noi spettatori sempre disincantati, per capire che sì, è proprio quello il gol che arriva dopo tanti rigori negati, tiri sbagliati, scazzi, malumori e mani nei capelli: il numero 100, la cifra tonda per eccellenza che il pubblico di Iva Zanicchi invocava come un mantra, e che Paolo si portava sotto la maglia da 9 partite di fila e ora può mostrare beccandosi pure l’impietoso cartellino giallo di un Acciaro in versione re d’Inghilterra: la legge non può cambiare.

E la partita riprende, nuovamente in parità, sotto la pioggia torrenziale che sembra destinata a segnare tutta la partita così come il gesto della rovesciata, tentata purtroppo senza gran fortuna anche da Penduzzu e Mureddu, mentre dall’altra parte serve invece il solito miglior Pinna a neutralizzare i tentativi consecutivi di Marras che, al quarantesimo, rischiano di farci tornare tutti in prigione senza passare dal via.

Per fortuna, però, sono i giallorossi per primi a Parco della Vittoria: decisivo è Paolo Uras, che dalla sinistra vede Penduzzu in area e trova il modo giusto perché il pallone vada proprio sul suo piede, che il numero 9 deposita con freddezza alle spalle di Conti. È il 43′ del primo tempo.

Cioè? Ci hai fatto due palle così e siamo solo al primo tempo?”, diranno i miei 25 lettori.

Eia. Ma nel secondo tempo non succede praticamente nulla: smette pure di piovere, e dopo 45 minuti più 5 di recupero Acciaro fischia la sospirata fine. Quindi se volete potete già chiudere e iniziare a chiedervi chi ve l’ha fatto fare, ma occhio perché è una di quelle domande che poi vi tengono la notte svegli.

Per chi invece vuole dimenticare subito questa brutta esperienza e sapere cosa è successo sugli altri campi del girone D di Prima Categoria, ecco qua: il big match tra Tharros e Bosa finisce 1 a 1, con gli ospiti che sfiorano la clamorosa vittoria ma vengono raggiunti a 10′ dalla fine e devono accontentarsi di mantenere a 3 lunghezze di distanza sia i biancorossi che il Fonni, fermato sul pari a Cabras. Alle loro spalle, Oristanese e Santa Giusta frenano, sconfitte dal Gennargentu di Desulo e dall’Abbasanta, e vengono raggiunte dal Posada spietato nell’anticipo di sabato col Monterra. L’Arborea, invece, limita a 3 i gol con i quali batte la Bittese, superandola in classifica e raggiungendo l’Ovodda a quota 13. Infine, La Caletta dimentica i guai societari battendo l’Ichnos.

Domenica prossima, il Macomer sarà di scena a Oristano, ospite dell’Oristanese ‘matricola terribile’. E cosa fai, non ci vai? FORZA MACOMER!!!!