Macomer – Santa Giusta 2 – 0 : salvezza!!!

MACOMER: Pinna, Caria, Milano, Morittu, Carta, Moro, Lostia, Uras (50’st Chelo), Biancu (7’st Penduzzu), Mureddu, Manca (41’st Demartis). A disposizione: Lento, Alessandro Carta, Palmas, Deriu, Casula. Allenatore: Lello Atzori.

SANTA GIUSTA: Parisi, Soi, Cadoni, Pianu, Caria, Sarais, Canu (35’pt Murru), Amendola, Princiotta (27’st n° 17), Perra, Atzori. Allenatore: Roberto Sau.

Reti: 37’st (rig) e 48’st Uras.

Arbitro: Caggiari di Cagliari.

Recupero: 1’pt, 5’st.

Con una partita interamente dominata il Macomer conquista la salvezza, rendendo finalmente giustizia a un campionato maledetto, condito da tanti errori e da molta sfortuna. Una salvezza, quella conquistata da un grande gruppo di calciatori, tecnici e dirigenti, ottenuta senza sconti, con tante partite decise dagli episodi e davvero poca fortuna.

“C’è poco da festeggiare”, ha commentato qualcuno dietro le quinte. È vero: il Macomer è abituato a ben altri palcoscenici e a ben altre glorie. Ma la ruota gira, gira sempre e quello che contava, oggi, era mantenere la categoria minima al di sopra dell’inferno che sarà, l’anno prossimo, la Seconda Categoria.

Campionato dove dovrebbe essere relegato (a meno dei soliti ripescaggi) un Santa Giusta arrivato allo spareggio dello Scalarba grazie al pareggio strappato in extremis a Bosa due settimane fa, un punto sufficiente a tenere i gialloverdi aggrappati alla speranza di cogliere in fallo il Macomer e restare nella terza serie regionale.

Nulla da fare, invece, per i ragazzi di Roberto Sau, che nell’incontro diretto da un incerto Caggiari hanno mostrato tutti i limiti segnalati formalmente dai 9 punti di distacco. Gialloverdi quasi mai in partita, tenuti sugli scudi dal solito Amendola, regista a tutto campo, e dal furbo Princiotta che, finché ha potuto, ha provato con il suo fisico e il suo mestiere a tenere sulle spine la difesa giallorossa.

Dall’altra sponda, Atzori ritrova Mureddu e può finalmente riempire le caselle del suo 4-3-3 con l’imbarazzo della scelta. Scelta che vede Biancu dal primo minuto a portare la sua esperienza a sostegno della punta Uras e delle mezze ali offensive Manca e Mureddu. Lostia e Moro presidiano il centro del campo, mentre Milano e Caria si occupano delle fasce e la collaudata coppia Carta – Morittu si pone a difesa di Pinna.

L’avvio è tutto di marca giallorossa: al 7′ la verticalizzazione di Mureddu per Uras, che si gira bene ma non riesce a calciare. Al 19′ il corner battuto dalla sinistra spiove sui piedi di Uras, che forse sorpreso non trova la deviazione vincente. Gli ospiti si vedono al 26′, quando Atzori in sospetto fuorigioco si presenta davanti a Pinna ma affretta la conclusione, centrale e facile per Pinna; ma nel complesso è il Macomer a premere sulla porta difesa da Parisi, con la difesa gialloverde che diverse volte sbroglia solo a fatica. Al 36′ Uras in contropiede fa fuori due avversari e sfiora il palo dal limite dell’area; il bomber si ripete pochi minuti dopo, trovando da due passi la risposta miracolosa di Parisi, graziato anche dalla conclusione dai 25 metri di Lostia che esce di pochi centrimetri. Gialloverdi ancora avanti al 44′, con un’azione tutta in palleggio che porta Perra alla conclusione, alta sopra la traversa, dal vertice sinistro dell’area.

La prima frazione si chiude con i macomeresi, per una volta tanti e tante allo Scalarba, fiduciosi in attesa del gol che sembra ormai poter arrivare e sancire la salvezza meritata. E il secondo tempo, infatti, si apre come si era chiuso il primo: dopo un timido tentativo di Princiotta che prova a farsi largo da solo ma conclude fuori da posizione defilata, è Uras al 5′ a mancare ancora l’occasione buona per il vantaggio. Al 18′ bellissima palla di Mureddu che libera Caria davanti a Parisi, ancora una volta miracoloso nel mettere la mano sul tentativo di pallonetto. L’occasione più clamorosa è però per gli ospiti: al 26′ Princiotta va via di forza, forse non regolarmente, a Carta e prova a mettere in mezzo per Atzori che, solissimo e a porta vuota, manca di un soffio l’impatto col pallone.

Tirato il sospiro di sollievo, il Macome riprende a cercare la via del gol: minuto 28, Moro da destra mette dentro per Penduzzu che controlla sul dischetto ma tira centrale. Al 30′ Penduzzu entra di prepotenza in area, ma viene fermato da una difesa ospite sempre più in affanno. Ci vuole però un’altra scossa, quella portata da Soi sul quale Pinna deve intervenire due volte per scongiurare una mischia pericolosa, per arrivare al vantaggio giallorosso, che arriva con un rigore forse generoso concesso da Caggiari per l’uscita di Parisi su Uras lanciato a rete. Contraddittorio il cartellino giallo mostrato dall’arbitro al portiere oristanese, che tornato in porta viene spiazzato dal rigore battuto con grande freddezza da Paolo Uras, che scarica in rete il pallone e la tensione di un campionato troppo oscuro per chi è abituato a superare di molto la doppia cifra.

Macomer in vantaggio, quindi, stadio in festa e partita in discesa; il rigore non concesso pochi minuti dopo, apparso plateale, compensa quello realizzato da Uras e allo scadere il bomber giallorosso si prende il palcoscenico scattando in contropiede, in posizione regolare, superando Parisi in dribbling e depositando alle sue spalle il gol della definitiva vittoria, sancita dopo un interminabile recupero dal triplice fischio di Caggiari.

Non era questo, sicuramente, il campionato che si aspettavano i (sempre troppo pochi) tifosi giallorossi, quelli che con il gelo o con la tempesta non sono mai mancati sui tanti campi calcati dalla squadra. Ma come detto, quello che contava era restare nella terza serie regionale, evitare il caos e l’umiliazione della Seconda, dimostrare che nonostante tutto il Macomer è sempre il Macomer.

Festeggiatissimo, giustamente, Lello Atzori, che ha avuto il merito, insieme alla società, di tenere sempre fermo il timone, di non arrendersi nonostante tutto e di guidare la squadra a questo traguardo imprevisto ma importante. Grande merito, quindi, a Lello, al presidente e a tutti i dirigenti per non aver mai mostrato di aver smesso di crederci.

E un grande, grandissimo applauso alla squadra, un gruppo sempre unito che si è presentato all’appuntamento di oggi con la voglia di tirare fuori tutta la rabbia accumulata durante la stagione. Senza voler fare torto a nessuno, credo che accanto a chi ha ormai la maglia giallorossa cucita addosso (Moro, Carta, Uras, Atzori, Pinna, Manca, e Caria che a 20 è già un veterano) sia giusto menzionare gli altri protagonisti di questa stagione, a cominciare da chi è arrivato dai cugini biancocelesti e da subito ha dimostrato di voler lottare: Casula, Deriu ma soprattutto Milano, che ha conquistato la fascia sinistra e non l’ha più lasciata. I grandi “vecchi”, protagonisti del passato lontano, che non hanno avuto paura di buttarsi nella mischia anche in questo presente difficile: Enrico Biancu, Mauro Morittu, e anche Gigi Pili che ha messo a disposizione le sue gambe e la sua esperienza quando è servito. Un applauso ad Andrea Penduzzu, che tornato in punta di piedi ha portato gol e tanta voglia di combattere senza mai risparmiarsi, a Federico Lento che si è fatto trovare pronto quando è servito, a Lostia, che ci ha creduto tantissimo fin dal primo minuto. E soprattutto, ovazione per i tantissimi giovani che in questa stagione hanno popolato la rosa della prima squadra, giocando sempre all’altezza e a volte anche di più: Palmas, Guiso, Depau, Alessandro Carta, Delpiano, Ghiani, Soru.

Oggi iniziano i lunghissimi (almeno per me) mesi senza calcio. Voglio ringraziare tutti per le domeniche di vita vera, vissute sui gradoni di campi sperduti tra montagne e pianure, paludi e spiagge, a incazzarci, ridere, bere e crederci sempre. Ad maiora, sempre.

FORZA MACOMER!!!!

P.S. un sacco di cronache sono ancora nel mio quaderno. Giuro che le pubblicherò tutte prima o poi.